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Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa
Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Tutti gli abitanti del Libano che, a partire dalle prime rappresaglie di Hezbollah contro Israele a seguito della morte di Ali Khamenei, hanno abbandonato le terre del sud del Paese non potranno più fare ritorno nelle proprie case. Ad avvertirli, almeno quello, almeno stavolta, è stato l’esercito israeliano che, a partire dal 2 marzo, con una conseguente campagna militare nel Libano del sud, si è dato la missione di garantire la sicurezza degli israeliani che vivono vicino al confine. Una sicurezza che, secondo gli israeliani, è minata dalla presenza di basi di Hezbollah. Come scrive Reuters, il portavoce militare israeliano, il tenente colonnello Nadav Shoshani, ha dichiarato che i soldati «stanno conducendo operazioni di terra in nuove località», descrivendo l’ultima offensiva verso il sud del Libano come «limitata e mirata».
L’esercito israeliano ha definito l’offensiva terrestre lanciata dopo il 2 marzo come uno sforzo difensivo per proteggere il nord di Israele dagli attacchi di Hezbollah, che secondo quanto afferma hanno raggiunto una media di almeno 100 tra lanci di razzi e attacchi di droni al giorno. Dall’altra parte, il Ministero della Salute libanese, i cui conteggi non distinguono tra combattenti e civili, ha contato più di 880 vittime degli attacchi israeliani in Libano. In più, secondo le autorità libanesi, più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, molte dal sud e dalle zone vicine a Beirut, e più di 130 mila vivono in rifugi.
L’offensiva terrestre nel Libano meridionale, presentata da Israele come uno sforzo difensivo contro gli incessanti attacchi di Hezbollah, sta assumendo i contorni di un’operazione di logoramento non solo militare, ma anche demografico e infrastrutturale. Il Ministro della Difesa di Israele, Israel Katz, ha tracciato un parallelo esplicito tra la distruzione dei villaggi di confine e le operazioni condotte nella Striscia di Gaza, legando il destino delle centinaia di migliaia di sfollati sciiti al ripristino della sicurezza nel nord di Israele. Quindi, il ritorno a sud della linea del Litani (il fiume libanese diventato linea di demarcazione delle ambizioni di conquista israeliane nonché zona cuscinetto tra i due paesi voluta dall’Onu) resterà precluso finché la minaccia di Hezbollah non sarà sradicata.
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