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11:27 Saturday 13 June 2026
China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale

Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.

07 April 2026

L’ennesimo ultimatum di Donald Trump contro Teheran trasforma la crisi dello Stretto di Hormuz in un atto di forza senza precedenti: una scadenza fissata per stasera, martedì 7 aprile alle ore 20 (fuso della costa orientale, per l’Italia le ore 2), oltre la quale il Presidente minaccia di trasformare l’Iran nel bersaglio di un’offensiva senza precedenti, distruggendo centrali elettriche e infrastrutture civili. Riportiamo qui una traduzione in italiano del post di Trump, scusandoci per la volgarità di certe espressioni ma sottolineando che non sta a noi censurare una dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti d’America: «Martedì (oggi, ndr) sarà la Giornata della Centrale nucleare e la Giornata del Ponte, tutto in un giorno soltanto, in Iran. Sarà una cosa mai vista!!! Aprite quel Cazzo (usiamo la c maiuscola perché in originale Trump ha scritto Fuckin’ con la f maiuscola, ndr) di Stretto, pazzi bastardi, o vi ritroverete all’Inferno – STATE A GUARDARE! Sia lodato Allah. Presidente Donald J. Trump».

Moltissimi osservatori, commentatori e politici sono rimasti sconcertati da questo messaggio di Trump. Su tutti, il più esplicito è stato Bernie Sanders: il senatore democratico del Vermont ha scritto su X che «un mese dopo avere scatenato la guerra in Iran, queste sono le dichiarazioni che il Presidente degli Stati Uniti fa nel giorno di Pasqua. Questi sono i deliri di un uomo pericoloso e mentalmente instabile. Il Congresso deve prendere l’iniziativa ADESSO. Poniamo fine a questa guerra».

Come scrive Bbc, il salvataggio, avvenuto domenica 5 aprile, del secondo membro dell’equipaggio dell’F-15 abbattuto (un’operazione alla Black Hawk Down, per come descritta dalla Casa Bianca) venerdì 3 marzo, ha fornito a Washington il pretesto per alzare ulteriormente la posta, quantomeno dal punto di vista dialettico. Se la liberazione dei militari è stata un successo dal punto di vista dell’intelligence e delle forze armate, quello che è venuto dopo è difficile da definire, capire e raccontare. La verità è che nessuno sa perché Trump e la sua amministrazione continuino a usare questi toni e questi modi, anche in un momento in cui la guerra in Iran sta facendo precipitare tutto il mondo in una crisi – economica, energetica, politica – di cui è impossibile prevedere le conseguenze. L’unica certezza è che queste conseguenze saranno gravissime.

Al post di Trump l’Iran ha risposto con sarcasmo, liquidando le sua minacce come «le azioni isteriche e stupide di un leader squilibrato», ribadendo le proprie condizioni: lo Stretto di Hormuz riaprirà solo se parte dei pedaggi navali finiranno direttamente nelle casse dello Stato iraniani, come risarcimento per i danni causati dalla guerra scatenata da Usa e Israele. In questo nuovo stadio-stallo del conflitto, dove la diplomazia si muove a colpi di post in caps lock e scadenze continuamente posticipate, il confine tra la propaganda e il conflitto totale è diventato invisibile. Mentre Israele attende il via libera di Washington per colpire i siti petrolchimici iraniani, il mondo resta a guardare un countdown che potrebbe turbare ancora più di quanto non sia stato già turbato, l’equilibrio economico globale.

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