Pedro Sánchez ha detto che «si può essere contro un regime odioso e, allo stesso tempo, contro un intervento militare ingiustificato e pericoloso».
Dopo la Spagna, anche Francia e Canada si sono accorti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran viola il diritto internazionale
Sia Emmanuel Macron che Mark Carney hanno condannato un'operazione eseguita senza il consenso dell'Onu e in violazione del diritto internazionale.
Nel blocco atlantico, che finora era apparso solidissimo nel suo sostegno all’operazione di Stati Uniti e Israele in Iran, si stanno aprendo le prime, vistose crepe. Dopo la condanna della Spagna, anche Francia e Canada hanno mosso delle critiche all’operazione in Iran. Ed è un cambiamento significativo: Parigi e Ottawa hanno abbandonato la prudenza istituzionale e hanno assunto – almeno a parole – una posizione che mette in discussione l’interventismo militare privo di mandato legale. In un momento in cui l’ordine globale sembra ridefinirsi attraverso la sola forza bruta, il richiamo di Francia e Canada al diritto internazionale diventa un correttivo necessario, cercando si spostare l’asse della discussione dalla strategia militare al rispetto della legge internazionale.
«Gli Stati Uniti e Israele hanno agito senza coinvolgere le Nazioni Unite o consultare gli alleati, compreso il Canada» si sente nel video della conferenza stampa del Primo ministro canadese Mark Carney, ripubblicato su X da un utente. Nel suo discorso, Carney ha criticando il ruolo destabilizzante dell’Iran e ha sollecitato una distensione dopo gli attacchi statunitensi e israeliani. Ha ribadito, Carney, anche il sostegno del Canada al contrasto del programma nucleare dell’Iran (che però era stato definito obliterated da Trump nemmeno tre mesi fa), ma ha sottolineato che il rispetto del diritto internazionale deve rimanere al centro del discorso, ancora prima che le bombe inizino a cadere. Anche dall’Eliseo si sono levate delle condanne. Per Macron è dell’Iran la «responsabilità principale della situazione», ma gli Stati Uniti e Israele hanno agito «al di fuori del diritto internazionale […]. La situazione è ancora molto instabile – ha precisato il Presidente – ma la Francia resta una potenza che cerca di preservare la pace».
🚨 Canada just publicly rebuked the United States and Israel:
“The United States and Israel acted without engaging the United Nations or consulting allies — including Canada.”
A NATO ally. On the record. Calling this illegal under international law.
Spain banned US bases.… pic.twitter.com/wTzlAkq6pa
— Brian Allen (@allenanalysis) March 4, 2026
Nel frattempo, le bombe in Medio Oriente continuano a cadere e gli Stati uniti hanno rifiutato qualsiasi mediazione con quello che resta del governo iraniano. Sul fronte europeo, nel Mediterraneo, dopo le dichiarazioni inglesi a proposito delle proprie basi a Cipro – dove invierà una nave da guerra e diversi elicotteri a seguito dell’attacco alla base della RAF Akrotiri da parte di droni iraniani – anche la portaerei Charles de Gaulle, attualmente nel mar Baltico, farà rotta verso il Mediterraneo. Ad annunciarlo è stato lo stesso Macron, che ha anche ordinato il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei a Cipro.
Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».