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18:37 giovedì 16 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

La Spagna è fin qui l’unico Paese occidentale che ha condannato l’attacco di Usa e Israele all’Iran

Pedro Sánchez ha detto che «si può essere contro un regime odioso e, allo stesso tempo, contro un intervento militare ingiustificato e pericoloso».

03 Marzo 2026

La Spagna, per il momento, è l’unico Paese che si è espresso contro l’attacco americano e israeliano all’Iran, l’unico Paese occidentale ad aver criticato e condannato Stati Uniti e Israele per aver agito unilateralmente, senza l’approvazione delle Nazioni Unite e in assenza di una minaccia immediata da parte dell’Iran. Le accuse mosse alla Spagna sarebbero di «stare dalla parte di tutti i tiranni del mondo, come (la Spagna) ha fatto con il Venezuela, ora sta dalla parte dell’Iran» e vengono dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. In tutta risposta, il suo omologo spagnolo José Manuel Albares, dopo aver definito le accuse «assurde e ridicole», ha spiegato a Euronews che la Spagna, «avendo una politica estera coerente» ha sempre condannato «anche le violenze iraniane sui civili».

Il Presidente del Consiglio Pedro Sánchez, sabato 28 febbraio, aveva già dichiarato di «rifiutare l’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran» sostenendo poi che l’attacco avrebbe portato a un’ulteriore escalation nella regione e avrebbe reso ancora più fragile un’ordine mondiale già fragilissimo. In controtendenza rispetto al resto dei Paesi dell’Unione europea, la Spagna ha consolidato la sua già fortissima identità diplomatica ergendosi come unica voce critica nei confronti dell’interventismo di Donald Trump e della strategia militare israeliana in Medio Oriente. Un’eccezionalità confermata implicitamente dallo stesso Sa’ar, che ha sottolineato come la maggioranza dei ministri degli Esteri dell’Ue sia su posizioni distantissime da quelle spagnole. Mentre le altre cancellerie europee si sono limitate a condannare la controffensiva di Teheran, definendola sproporzionata, e a minacciare un intervento delle loro forze armate contro l’Iran, la Spagna è rimasta l’unico grande Paese dell’Unione che ha rivendicando una posizione di netta rottura nel panorama continentale. «Si può essere contro un regime odioso e, allo stesso tempo, contro un intervento militare ingiustificato e pericoloso», ha detto Sánchez.

L’ambasciata iraniana in Spagna ha espresso rispetto per questa posizione, che considera «in linea con il diritto internazionale». Questo riconoscimento da parte dell’Iran della posizione spagnola è stato usato da Sa’ar per criticare ulteriormente il governo spagnolo e dimostrare quanto erronea sia convinzione di quest’ultimo di «essere dalla parte giusta della storia», associando l’amministrazione Sanchez ai terroristi di Hamas e ai ribelli Houthi dello Yemen. Anche Trump, per la sorpresa di nessuno, si è unito alle critiche nei confronti della Spagna, che ha usato il suo amatissimo aggettivo terrible per definire il governo Sánchez, reo di non avergli concesso l’uso delle sue basi militari durante l’operazione. Non pago delle ingiurie, però, Trump ha anche detto che da adesso in poi gli scambi commerciali tra Stati Uniti e Spagna si interromperanno, ha spiegato di aver già dato mandato a Scott Bessent, il Segretario al Tesoro, di provvedere affinché ciò accada.

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