È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata
Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Allegro non troppo, il film a tecnica mista con sequenze animate e live action diretto da Bruno Bozzetto nel 1976, tornerà nei cinema statunitensi in una versione restaurata e ad alta definizione. A riportare la notizia è Polygon, spiegando come la riedizione arriva in occasione del cinquantesimo anniversario della pellicola e sarà curata da GKIDS, società che negli ultimi anni ha portato negli Stati Uniti numerosi classici dell’animazione internazionale. Non ci sono invece notizie di iniziative analoghe in Italia: il genio di Bozzetto rischia quindi di essere celebrato in un anniversario importante negli Stati Uniti ma non in patria.
Negli anni, Allegro non troppo è diventato un titolo di culto dell’animazione europea, apprezzato per la libertà stilistica e per l’approccio autoriale distante dai modelli industriali statunitensi, a cui fa il verso. All’inizio del film, infatti, è lo stesso presentatore a fingere di ricevere una telefonata da Walt Disney in persona, facendo dunque un riferimento esplicito a Fantasia. Come il classico Disney, Allegro non troppo è formato da una serie di sequenze animate con protagonisti buffi animali e personaggi antropomorfi. Nella finzione del film è un animatore appena liberato dalla prigione ad animare in tempo reale la storia, adattandosi alla musica suonata da un cupo direttore di un’orchestra formata esclusivamente da anziane signore. Le storie sono narrate a tempo di musica, su celebri componimenti di Antonio Vivaldi, Claude Debussy e altri maestri musica classica.
A differenza di Fantasia, però, Bozzetto introduce un tono ironico, a tratti cupo, alternando sequenze surreali a momenti live action che mettono in discussione il rapporto tra arte alta e cultura popolare. Il film è un inno alla libertà creativa e sociale, con un’esplicita condanna alla censura dell’arte e un occhio critico verso la società del consumismo. Il tono è irriverente e adulto, con passaggi sessualmente espliciti, molto lontani dallo standard disneyano. C’è, per esempio, la storia di un’ape la cui routine quotidiana è interrotta dall’amoreggiare sul prato di una coppietta, ma anche la storia di un fauno impegnato a inseguire delle fanciulle molto avvenenti e poco vestite.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.