È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
L’attore che faceva Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti ha chiesto scusa alle persone trans per la pessima rappresentazione che il film faceva di loro
«Ora ne sappiamo tutti di più, e capisco che ci sono battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici», ha detto.
A 35 anni dall’uscita de Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, Ted Levine, che interpretava Buffalo Bill (nel film noto anche come Jame Gumb), si è scusato per l’immagine negativa che il suo personaggio dava delle persone transessuali. «Ora ne sappiamo tutti di più, e io sono molto più consapevole di tutto ciò che riguarda le persone transgender. Ci sono alcune battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici» ha detto a Hollywood Reporter.
In una scena Hannibal, interpretato da Anthony Hopkins, racconta a Clarice (Jodie Foster) di Buffalo Bill: «Billy odia la propria identità, capisci, e pensa che questo lo renda un transessuale. Ma la sua patologia è mille volte più selvaggia e terrificante». Durante un’intervista del 2014, il regista Jonathan Demme ha detto di apprezzare il dibattito sul film, ma ha sottolineato che il personaggio «non aveva realmente una preferenza sessuale» e ha aggiunto: «Desiderava essere una donna, non perché avesse sempre voluto esserlo. Era un altro modo per fuggire». Il regista ha anche riconosciuto che «sempre più persone, me compreso, stanno iniziando a rendersi davvero conto della sfida che la comunità trans deve affrontare oggi» (un «oggi» del 2014, il regista è morto il 26 aprile 2017).
La casa di produzione Orion Pictures Corporation distribuì Il silenzio degli innocenti nel giorno di San Valentino del 1991. Il film divenne il quinto titolo di maggior incasso dell’anno, con 272 milioni di dollari a livello globale (659 milioni nei dollari di oggi), e fu il terzo film nella storia a vincere i “cinque grandi” Oscar: Miglior film, regista, attore, attrice e sceneggiatura.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.