Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole
Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Nonostante indossi gli occhiali da sole in ogni occasione, il probabile prossimo Presidente del Consiglio nepalese ha gli occhi ben puntati sul futuro del Paese. Balen Shah era un perfetto sconosciuto fino al 2013, quando quasi dall’oggi al domani è diventato una star del rap. Dieci anni dopo, nel maggio del 2022, ha preso alla sprovvista i partiti politici nepalesi vincendo le elezioni amministrative di Kathmandu, la capitale del Paese, candidandosi come indipendente. Quattro anni dopo, Shah si prepara a diventare il nuovo Premier nepalese: si è votato giovedì 5 marzo, lo spoglio è ancora in corso, ma stando alle prime informazioni disponibili, il partito di Shah sarebbe in netto vantaggio in 37 dei 165 collegi elettorali che si assegnano con il sistema maggioritario (la Camera dei Deputati nepalese è composta da 275 seggi, 165 assegnati con sistema maggioritario, 110, invece, con sistema proporzionale). Per farsi un’idea più chiara del suo vantaggio, il Partito Comunista dell’ex Presidente K P Sharma Oli è davanti in tre collegi soltanto.
Lo stile provocatorio e la “mitologia” del rapper diventato politico sembrano averlo reso popolarissimo tra i giovani, gli stessi giovani che hanno fatto quasi letteralmente a pezzi il governo di Oli e che hanno eletto una Presidente del Consiglio usando Discord. La barba e lo stile casual, spesso in total black – occasionalmente indossa l’abito tradizionale Newari degli abitanti etnici della valle di Kathmandu – insieme ai suoi caratteristici occhiali scuri, sono diventati dei veri e propri trend tra i Gen Z nepalesi. I negozi di Kathmandu hanno esaurito il tipo di occhiali neri rettangolari che indossa. Ma molti rivenditori online, tra cui Daraz, il più popolare in Nepal, offrono ancora un’ampia scelta di questi occhiali, chiamandoli “occhiali Balen Shah”. A differenza dei politici tradizionali, Shah si tiene lontano dai media mainstream. Raggiunge il suo elettorato attraverso podcast, show televisivi in cui è giudice o attraverso i social media. I suoi 3,5 milioni di follower su Facebook, 1 milione su Instagram, 400 mila su X e quasi 1 milione su YouTube gli garantiscono un pubblico – almeno online – senza pari in Nepal.
Le canzoni di Balen, che prendono in giro i partiti politici, criticano la corruzione e parlano dei sacrifici dei nepalesi comuni, fin dai primi roghi di settembre sono diventate la colonna sonora della Gen Z nepalese. Una di queste, “Nepal Haseko” (Nepal sorridente), è diventata l’inno delle proteste e ha già più di 10 milioni di visualizzazioni su YouTube. Un’altra canzone, “Balidan” (Sacrificio), ha 14 milioni di visualizzazioni su YouTube. Come riporta Al-Jazeera, nel server Discord “Youth Against Corruption” (Giovani contro la corruzione), dove i manifestanti della Generazione Z hanno scelto il leader ad interim del Paese dopo le dimissioni di Oli a settembre, il nome “Balen” è stato menzionato 16.328 volte, molto più di qualsiasi altro.
Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».