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14:38 Saturday 13 June 2026
China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

C’è voluta la minaccia dei droni iraniani perché l’Ue si accorgesse che gran parte dei suoi bunker sono inutilizzabili

Italia, Francia e Spagna ne hanno pochi, la Germania ne ha solo per lo 0,5 per cento della popolazione, l'Olanda praticamente non ne ha. Si salva solo la Finlandia.

12 March 2026

L’attacco con droni contro la base britannica di Akrotiri a Cipro ha portato a un’amara e tardiva presa di coscienza europea: l’Unione si è accorta che un grande numero dei bunker per civili finanziati e censiti negli anni è diventato di fatto inutilizzabile. Le ispezioni d’emergenza sull’isola hanno restituito un’immagine desolante di rifugi ridotti a discariche, scantinati bloccati o parcheggi privati, evidenziando come decenni di incuria abbiano trasformato quella che doveva essere una rete di sicurezza in un archivio di luoghi fantasma, spesso introvabili persino sulle mappe digitali della Protezione Civile.

Il problema è che, in materia di bunker e rifugi civili, il ruolo dell’Unione Europea è strutturalmente limitato dai trattati. Bruxelles non ha l’autorità per imporre la costruzione di bunker né per finanziare simili infrastrutture permanenti, dato che la Protezione Civile resta competenza dei singoli Stati. Gli strumenti comunitari come rescEU e il Meccanismo di protezione civile si sono dimostrati estremamente efficaci nella gestione delle emergenze e dello spostamento dei profughi – come evidenziato dall’importante supporto logistico fornito all’Ucraina – ma si limitano entrambi all’impiego e allestimento di unità mobili (tende, container e simili). In sostanza, l’Ue ha la responsabilità di coordinare la risposta a un disastro, ma non può prendersi quella di costruire le mura che dovrebbero prevenirne gli effetti letali.

Come spesso accade, anche facendo un censimento dei bunker si osserva un’Europa a due velocità, dove lo sfacelo cipriota o la scarsissima copertura tedesca contrastano con il modello di “difesa totale” dei Paesi nordici. In Germania ci sono soltanto 600 bunker agibili, che bastano per lo 0,5 per cento della popolazione appena, una situazione che ora si è fatta emergenziale e che il governo federale sta cercando di aggiustare con un investimento di 30 miliardi di euro (ma, anche nella migliore delle ipotesi, entro il 2030 ci saranno bunker per un milione di tedeschi soltanto). Va ancora peggio agli olandesi, però: praticamente nessun rifugio e nessun bunker agibile e nessun intenzione del governo di porre rimedio. Stando a quanto riporta Euronews, anche Francia, Italia e Spagna se la passano abbastanza male da questo punto di vista, perché i piani d’emergenza di tutti e tre i Paesi sono pensati per i disastri naturali e non per gli attacchi militari. 

Mentre la Finlandia, come scrive sempre Euronews, mantiene rifugi efficienti e che potrebbero ospitare l’85 per cento (in questi casi ci si chiede sempre: ma il restante 15 per cento?) il resto del continente corre ai ripari tra leggi tardive e investimenti miliardari dell’ultima ora nel tentativo di resuscitare una rete che si credeva operativa e che si è scoperta, invece, fatiscente. Senza un coordinamento centrale, la Protezione Civile europea rimane un mosaico di buone intenzioni nazionali e infrastrutture obsolete che faticano a rispondere alle minacce del presente o del futuro.

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