La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo
Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Una bambina sorride facendo il segno della pace tra le luci di Shibuya, pochi istanti dopo viene gettata a terra da una donna con mascherina chirurgica che prosegue la sua marcia senza esitazioni, indifferente al gesto di violenza gratuito di cui si è appena resa colpevole. Non è un incidente isolato, ma l’ennesima manifestazione del “butsukari“, un fenomeno giapponese di aggressioni fisiche negli spazi pubblici affollati. Nato nell’immaginario collettivo nel 2018 con i video di “uomini che spintonano” della stazione di Shinjuku, il problema sembra essersi trasformato in una sorta di “sfogo sociale di massa”, capace di trasformare i luoghi più famosi e turistici del Paese in scenari di inspiegabile ostilità urbana.
Il video mostra il momento in cui una bambina viene spintonata da una passante e cade a terra in una strada di Tokyo, in Giappone.
L’episodio ha riacceso il dibattito sul fenomeno noto come “butsukari”, termine con cui si indicano gli urti o le spallate date deliberatamente a… pic.twitter.com/z6SUlkCLOn
— Radio Deejay (@radiodeejay) March 13, 2026
Come scrive anche il Guardian, le radici di questo comportamento sono considerate dagli esperti come una perversa conseguenza delle pressioni della società moderna e del cambiamento delle dinamiche di genere. Se inizialmente il “butsukari” era associato a uomini che cercavano di riaffermare una cosiddetta “superiorità” ormai erosa dalle difficoltà del mercato del lavoro, oggi le segnalazioni coinvolgono aggressori di entrambi i sessi, uniti dalla volontà di scaricare lo stress quotidiano su vittime ignare e percepite come vulnerabili. Neanche a dirlo, le statistiche ufficiali faticano a tenere il passo di un reato così imprevedibile e così difficile da perseguire, (ed è uno dei motivi per cui questo fenomeno si sta diffondendo) un sondaggio del 2024 rivela che il 14 per cento, su un campione di 21 mila persone intervistate, è stato vittima di queste aggressioni. Si tratta di una violenza a basso rischio, spesso mascherata dall’affollamento delle stazioni ferroviarie più trafficate del Giappone, che in casi estremi ha portato a lesioni gravi, come fratture costali, costringendo le autorità a installare dissuasori e corsie separate, come nella stazione di Tamachi a Tokyo.
L’esplosione del turismo internazionale e l’instagrammabilità del Giappone hanno aggiunto un ulteriore livello di tensione a questo ecosistema già fragile. E mentre siti ufficiali come Go Tokyo incoraggiano i turisti a fermarsi nel mezzo del celebre incrocio di Shibuya per una fotografia, la realtà punisce con sportellate e spintoni chi rallenta il traffico. Il butsukari non è dunque solo una questione di psicologia criminale, ma piuttosto il segnale di un’insofferenza urbana profonda in un Giappone che fatica ormai a mantenere la sua proverbiale cortesia.
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