È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep
L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Netflix si è aggiudicata i diritti per l’adattamento televisivo di Le correzioni di Jonathan Franzen. Protagonista della serie sarà Meryl Streep, che interpreterà Enid Lambert e al suo disperato, quasi grottesco desiderio di un ultimo Natale perfetto insieme alla famiglia. La serie verrà adattata dallo stesso Franzen (che ne sarà anche produttore esecutivo), Streep (anche lei sarà produttrice esecutiva), Mark Roybal e Paul Lee (produttori esecutivi per lo studio wiip), insieme a Nicole Clemens. Cord Jefferson (American Fiction, Watchmen) dirigerà tutti gli episodi. La produzione sarà a cura di Paramount Television Studios.
La scelta di Jefferson alla regia e alla produzione suggerisce una lettura della saga dei Lambert capace di bilanciare la ferocia satirica con una profonda empatia per le ambizioni deluse. La miniserie promette di essere un ritratto acutamente comico di tre figli adulti alla deriva, intrappolati in quel paradigma di ascesa sociale che avrebbe dovuto salvarli dal diventare come i genitori e che li porta invece a essere schiacciati dal peso di aspettative deliranti.
Come scrive Variety, con questa produzione Netflix sembra finalmente spezzare la maledizione di un’opera a lungo considerata inadattabile, reduce da tentativi di adattamento cinematografici e televisivi iniziati ma mai finiti, tra i quali il più celebre è certamente il pilot di Hbo del 2011 rimasto sepolto negli archivi dell’emittente. Per Streep si tratta dell’ennesima sfida di una carriera trionfale: The Corrections non è solo un adattamento attesissimo, dunque, ma l’incontro perfetto tra la più grande attrice vivente e lo scrittore che ha saputo raccontare meglio di tutti la fine del sogno americano attraverso i rapporti familiari.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.