Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
Nonostante la guerra sia scoppiata di sabato, l’organo di sicurezza dell’Unione europea si è riunito di lunedì perché nel fine settimana non lavora nessuno
Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con un post su X, diventato un instant classic dei meme sulla burocrazia europea.
Esiste una invalicabile frontiera culturale che separa l’ossessione americana per la produttività e l’attenzione europea per la sacralità delle feste, una frontiera che in queste ore ha assunto la forma di un post di Ursula von der Leyen. Sabato 28, nel pieno dell’escalation militare tra Stati Uniti-Israele e Iran, la Presidente ha dato appuntamento a tutti per il lunedì successivo, pronti per una riunione urgente del Security College. Quella parola, quell’orizzonte temporale, quel “ne parliamo lunedì” è diventato il centro di una tempesta da 32 milioni di visualizzazioni, dividendo i social tra critiche all’irrilevanza diplomatica dell’Unione e la celebrazione entusiastica di un tempo libero che resta, nonostante tutto, anche alla fine del mondo, sacro. Tra una citazione di Anthony Bourdain e un caffè al bistrot, la reazione ha ribadito un concetto chiaro: l’identità europea passa inevitabilmente per la difesa delfine settimana.
Following the ongoing situation in Iran, I am convening a special Security College on Monday.
For regional security and stability, it is of the utmost importance that there is no further escalation through Iran’s unjustified attacks on partners in the region.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) February 28, 2026
La seconda parte del post X di von der Leyen è più istituzionale (per forza) e rappresenta anche l’unico vero, primo appello di un’Europa che altrimenti si sarebbe davvero pronunciata solo il lunedì. «Per la sicurezza e la stabilità della regione, è della massima importanza che non vi siano ulteriori escalation dovute ad attacchi ingiustificati da parte dell’Iran nei confronti dei Paesi nella regione», scrive la Presidente. Anche a questa seconda parte, i commentatori hanno reagito abbastanza male. La principale critica, secondo i commentatori, è il termine «attacchi ingiustificati». Il Consiglio di sicurezza, che alla fine si è riunito lunedì 2 marzo, ha deliberato su diversi aspetti. Tra questi l’attivazione di una task force per controllare l’andamento dei mercati energetici.
Sul fronte della protezione dei civili, la Commissione sta potenziando i protocolli di evacuazione e i piani di rimpatrio per i cittadini degli Stati membri. Per assicurare la stabilità e la sicurezza interna, Bruxelles ha attivato una stretta collaborazione con Europol con l’obiettivo di monitorare in tempo reale i potenziali rischi e garantire la sicurezza del territorio dell’Unione.
Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».