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14:36 Saturday 13 June 2026
China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati

Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

27 March 2026

Gregory Bovino si congeda dalla polizia di frontiera americana con un solo, paradossale rimpianto: non aver arrestato abbastanza persone (leggi: illegal aliens, traduci: immigrati irregolari). Fino allo gennaio scorso, il “Comandante Generale” – un titolo auto-assegnato che ben riassume la postura di quest’uomo rispetto all’esistenza – è stato il volto disumano della campagna di espulsioni dell’amministrazione Trump. Emerso dall’oscurità burocratica grazie a posizioni molto, molto radicali sull’immigrazione, Bovino ha incarnato l’estetica e la prassi delle nuove politiche trumpiane sull’immigrazione. Tra cappotti “vintage” color oliva in cui i detrattori vedevano evidenti rimandi alle divise del Terzo Reich e un canale diretto con i vertici della sicurezza nazionale che gli permetteva di scavalcare ogni catena di comando, Bovino ha contribuito a fare della tutela dei confini il campo di battaglia più violento nella guerra ideologica che sta dilaniando gli Stati Uniti.

L’ascesa quasi cinematografica di Bovino è stata rapida quanto la sua caduta. La dottrina della tolleranza zero e l’uso spregiudicato degli agenti federali nelle piazze hanno causato l’uccisione di due cittadini (Renee Good e Alex Pretti) a Minneapolis, scatenando una crisi politica e comunicativa insostenibile persino per la Casa Bianca. Declassato (c’è chi direbbe licenziato) e rispedito nella provincia californiana di El Centro, Bovino è stato brutalmente scaricato anche da Donald Trump (che lo ha liquidato descrivendolo come una personalità «fuori dagli schemi») e apertamente rinnegato dall’establishment Maga. Funzionari ed ex collaboratori lo descrivono oggi come un rompicapo istituzionale, un uomo allergico ai protocolli e alle complesse operazioni basate sull’intelligence, molto più incline alla spettacolarizzazione dello scontro che alla strategizzazione dello stesso.

Come scrive anche il New York Times, questa settimana Bovino va ufficialmente in pensione, lasciandosi alle spalle una scia di contenziosi legali e accuse di condotta incostituzionale, ma senza alcuna intenzione di fare autocritica. Per lui, l’errore non è stato aver abusato del suo potere ma non averne abusato abbastanza. Il suo congedo diventa così l’ultimo atto di un’ossessione ideologica dura a morire: l’idea che il confine non vada semplicemente controllato, ma letteralmente sottomesso attraverso una politica di «dominio totale».

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