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Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid
L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Per l’anniversario del bombardamento della città basca di Guernica, il governo regionale basco ha chiesto formalmente al Ministero della Cultura spagnolo di autorizzare un prestito temporaneo della “Guernica” di Pablo Picasso al Museo Guggenheim di Bilbao. A inoltrare la richiesta è stato il capo del governo (in basco il lehendakari) Imanol Pradales, affermando che il prestito sarebbe «una formula di riparazione simbolica e di memoria storica» per il popolo basco, nonché un «messaggio al mondo su ciò che comporta la guerra e le atrocità che derivano dalla dittatura».
Sebbene normalmente quella del governo basco sarebbe una richiesta irrealizzabile, questa volta l’iter potrebbe andare avanti a causa della particolare situazione politica che la Spagna sta attraversando in questo momento. Come scrive il Times of London, il Primo Ministro Pedro Sánchez è a capo di un governo di coalizione e di minoranza, che per stare in piedi ha assolutamente bisogno dell’appoggio esterno dei due partiti nazionalisti baschi, Euzko Alderdi Jeltzalea (Partito Nazionalista Basco, centrista) e l’Euskal Herria Bildu (a sua volta una coalizione di partiti, tutti di sinistra), entrambi i quali hanno sollevato la questione “Guernica”. Pradales è arrivato al punto di avvertire Sánchez che negare la richiesta sarebbe «un grave errore politico».
Questa non sarebbe certo la prima richiesta di trasferimento di “Guernica” da parte del governo basco né il primo eventuale viaggio dell’opera. Nel primo caso, è successo già in occasione dell’inaugurazione del Guggenheim di Bilbao nel 1997. Anche Barcellona ne chiese il trasferimento nel 1992. “Guernica” fu esposta per la prima volta all’Esposizione Universale del 1937, prima di andare in tournée in Europa e negli Stati Uniti. Fu portata al Museum of Modern Art nel 1939 ma con una condizione dettata da Picasso in persona, che decise che l’opera non sarebbe tornata in Spagna fino a quanto il Paese non fosse tornato a essere una democrazia. Con la fine della dittatura di Franco nel 1975, il MoMA trasferì il dipinto in Spagna nel 1981, prima al Prado e poi, nel 1992, al Reina Sofía. Da allora si trova in una sala dedicata.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.