Hype ↓
14:41 Saturday 13 June 2026
China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata

La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.

18 March 2026

Prima la polemica sul video di Alessandro Barbero, poi l‘intervento “meta” di Nanni Moretti su Instagram. Pensavamo di averne viste in questa pazza pazza campagna referendaria, ma come sempre succede la realtà è andata oltre ogni aspettative, regalandoci un momento che passerà certamente alla storia: Giorgia Meloni ospite del podcast di Fedez e Mr. Marra (chissà come l’ha presa Lui Sal, questa notizia, forse lui risponderà invitando Elly Schlein a Muschio Selvaggio).

Da quando è stato lanciato il comunicato stampa che annuncia la sua ospitata a Pulp Podcast, il vodcast condotto da Mr. Marra e Fedez, la discussione riguardante il referendum a poche ore dal voto si è concentrata prevedibilmente e unicamente su questo annuncio. I dibattiti organizzati in queste settimane dai cosiddetti media tradizionali sono diventati all’improvviso vestigia di un’epoca politica sorpassata, le redazioni dei giornali e gli studi televisivi sostituite da una sala di registrazione con il logo in neon del podcast alle pareti, cuffie, sedute da gamer e l’immancabile blocco degli appunti della Presidente del consiglio. Mentre ci si soffermava persino sulla scelta del look di Meloni (maglioncino grigio quasi informale, come vuole l’etichetta dei podcast “alla mano”), la vicenda ha raggiunto un piccolo di surrealismo con la pubblicazione del trailer della puntata. Pubblicato sui profili social dei due conduttori, il filmato promozionale segue le logiche di un vero e proprio trailer cinematografico, con tanto di scritte in sovrimpressione e un montaggio serrato delle domande del dinamico duo Mr. Marra e Fedez. In un crescendo di musica strumentale degno di un film d’azione, l’apparizione della Premier – la cui risposta alla domanda di Fedez «Storicamente quando dai in mano le bombe ai servizi in questo Paese non succedono belle cose, no?» viene tagliata ad arte, per alimentare le aspettative e garantirsi le visualizzazioni – prima di rilanciare l’appuntamento a domani, con la pubblicazione dell’intervista integrale. Ma, forse, il momento più alto del trailer è quello in cui Marra definisce «oscena» la comunicazione politica contemporanea, senza rendersi conto di essere parte del problema e non della soluzione.

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La mossa di Meloni sa più di marketing che di politica, ma si è dimostrata comunque efficacissima, con l’annuncio della puntata eseguito seguendo alla perfezione il manuale dell’hype: l’intervista infatti non è ancora disponibile, verrà caricata sulle piattaforme domani, giovedì 19 marzo, alle ore 13. È il culmine di una mobilitazione che ha visto nell’ultima settimana Giorgia Meloni esporsi in prima persona per sostenere il sì, presenziando tutti gli spazi possibili, partendo dai più istituzionali, l’evento al Teatro Franco Parenti di Milano, l’intervento a Sky Tg24. Il comunicato ufficiale parla di un dialogo a tutto campo in cui la Premier «affronta alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità politica e internazionale: il referendum sulla riforma della giustizia, il conflitto in Medio Oriente e il rapporto tra Europa e Stati Uniti all’interno dell’attuale sistema internazionale.», chiarendo poi il suo punto di vista sui contenuti del referendum. Le scarne informazioni disponibili hanno ovviamente fatto il gioco della Premier, permettendole di monopolizzare l’attenzione. È prevedibilmente esplosa la polemica sul fatto che l’intervista permette a Meloni di fare campagna referendaria senza affrontare il benché minimo contraddittorio, in un dialogo in cui i conduttori sembrano più fornirle l’assist per apparire ragionevole, alla mano e rassicurante che metterla in difficoltà con domande scomode.

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L’unica cosa sorprendente della puntata di Pulp Podcast con Giorgia Meloni è che è stata più noiosa di una vecchia Tribuna elettorale (e molto meno utile)

L'attesissimo episodio del Fedez e Mr. Marra Show si è concluso con uno sbadiglio di sollievo: nulla di interessante né rilevante è stato detto, e viene da chiedersi perché ci fossimo convinti che le cose potessero andare diversamente.