Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa
Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
Una delle cose per le quali Milena Gabanelli è nota e apprezzata è il suo contegno. Anche parlando degli argomenti più spinosi, raccontando le inchieste più scabrose, intervistando i personaggi più complicati, Gabanelli non si scompone mai. Non si ha memoria di sue uscite sgarbate, nessuno sa che faccia abbia quando si arrabbia né come cambi la sua voce quando è contrariata. Ma i tempi cambiano e costringono anche una venerabile maestra del giornalismo italiano a cambiare o quantomeno a cedere a sentimenti che fino a quel momento era riuscita a tenere nascosti sotto una spessa corazza di professionalità. Siamo tutti esasperati dall’amministrazione Trump, inutile negarlo. Ma pochi sarebbero riusciti a esprimere questa esasperazione con la precisione e la compostezza di Gabanelli. Anche perché pochi possono permettersi di pronunciare la frase «non è che Dio ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» mantenendo l’aura professorale che Gabanelli assume ogni volta che sale in cattedra nel suo Data Room per il collegamento settimanale con il TgLa7 di Enrico Mentana.
Un po’ di contesto, per capire di cosa stiamo parlando. Nell’edizione delle 20 del TgLa7 di lunedì 9 marzo, il direttore e conduttore Enrico Mentana si è collegato per la consueta striscia settimanale in collaborazione con Data Room, la rubrica che Milena Gabanelli cura per il Corriere della Sera, dedicata all’analisi dell’attualità politica nazionale e internazionale basata su hard data, numeri duri e crudi. Parlando ovviamente di quello che sta succedendo in Medio Oriente, cioè dell’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran e della controffensiva della Repubblica Islamica, Mentana ha iniziato a discutere con Gabanelli della difficile posizione del governo italiano, preso dal desiderio di tirarsi fuori da un conflitto la cui fine e i cui obiettivi sono difficili da vedere da una parte e dall’altra dall’obbligo di confermarsi tra gli alleati più fedeli e affidabili degli Stati Uniti in Europa. Su questo, Mentana a un certo punto dice che questo obbligo è un ringraziamento che dobbiamo agli Stati Uniti «per averci liberato 80 anni fa», un debito che persiste anche adesso che ci tocca affrontare «il problema Trump». Qui succede l’inaspettato e Gabanelli dà la risposta che nessuno si sarebbe aspettato da lei.
@ilmegliodeivideo08 Meravigliosa risposta di #gabanelli a #mentana .. #neiperte #foryoupage❤️❤️ #tg7
«D’accordo, dobbiamo farci i conti, è successo 80 anni fa, è stato ripagato, li abbiamo ringraziati, continuiamo a ringraziarli, dobbiamo continuare a farci i conti, sono il Paese… sono il nostro più forte alleato. Però non è che Dio ci ha ordinato di metterci a 90 gradi». La sorpresa per questa uscita di Gabanelli sta tutta nella reazione di Mentana, notoriamente uno difficile da sorprendere. Un attimo di silenzio e di interdizione e poi una risatina tra il sorpreso e l’imbarazzato, seguita dal commento: «No, assolutamente no».
Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
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