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14:53 Saturday 13 June 2026
China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Il Ministro degli Esteri ungherese è stato accusato di parlare con il Ministro degli Esteri russo prima, durante e dopo le riunioni del Consiglio europeo, e lui ha detto che è assolutamente vero

Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».

25 March 2026

Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ufficialmente confermato di tenere contatti regolari con l’omologo russo Sergei Lavrov. E fino a qui non ci sarebbe niente di strano, visto che entrambi fanno di mestiere i Ministri degli Esteri. Il problema è che Szijjártó ha ammesso anche di comunicare costantemente prima, dopo e persino durante i vertici del Consiglio europeo. Sebbene in passato il governo di Budapest avesse liquidato tali indiscrezioni come fake news, Szijjártó ha ora rivendicato questa condotta definendola «l’essenza stessa della diplomazia, una prassi». Secondo il Ministro, informare i partner esterni al blocco, inclusa Mosca, è necessario poiché le decisioni prese a Bruxelles in materia di energia e sicurezza influenzano direttamente gli interessi nazionali e i rapporti commerciali dell’Ungheria.

Questa ammissione ha sollevato, come scrive Euronews, pesanti interrogativi a Bruxelles, dove vige il principio di leale cooperazione e la riservatezza delle sessioni private è considerata un pilastro della sicurezza comunitaria. La Commissione europea, chiaramente all’oscuro di tutto, ha definito le notizie «preoccupanti», invitando l’Ungheria a chiarire se il contenuto di incontri sensibili sia stato condiviso con un Paese pesantemente sanzionato per l’invasione dell’Ucraina. Szijjártó ha respinto ogni accusa di violazione dei protocolli, ironizzando sul fatto che, mentre gli altri ministri portano i propri smartphone in aula, lui sia l’unico a non farlo, definendo «stupidità» le insinuazioni su possibili falle nella sicurezza.

Il tempismo di queste rivelazioni è pessimo, per l’Unione europea. Con le elezioni parlamentari ungheresi ormai alle porte, il partito Fidesz di Viktor Orbán si trova a rincorrere nei sondaggi il Partito Tisza di Péter Magyar. In un clima di crescente tensione interna, i 16 viaggi di Szijjártó a Mosca dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina e la dipendenza energetica dell’Ungheria dai combustibili fossili russi sono diventati di un aspro scontro politico. Mentre il governo difende la propria autonomia diplomatica, l’opposizione e i partner europei vedono in questi canali aperti un rischio concreto per la coesione di un’Unione sempre più frammentata ed esposta alle ingerenze del Cremlino.

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