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China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron

L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.

25 February 2026

L’artista Claudia Bitrán ha passato gli ultimi 12 anni a ricreare Titanic. Non una sua versione di Titanic, non un suo film ispirato a quello di James Cameron, ma una copia perfetta dell’originale, un nuovo film identico al vecchio, parola per parola, inquadratura per inquadratura. L’approccio lo-fi dell’opera è evidente dalle immagini che la stessa artista ha pubblicato sui social per raccontare la sua titanica impresa. Ovviamente, Bitrán non ha accesso ai fondi a cui ha avuto accesso Cameron nel 1997, quindi si è arrangiata come meglio ha potuto. Basta la prima scena del film per notare le tutt’altro che impercettibili differenze tra l’originale e il remake: dove Cameron aveva usato il meglio delle tecnologie VFX dell’epoca per creare dei credibilissimi sottomarini, Bitrán ha dovuto creare gli stessi sottomarini usando la tecnologia stop motion. Il risultato, va detto, è lodevolissimo e non sfigura nemmeno se paragonato al blockbuster per eccellenza.

A Bitrán, come è facile capire dall’impresa assurda nella quale si è lanciata, non manca l’ambizione: per realizzare il suo Titanic non ha esitato ad assoldare una troupe di 1400 persone tra collaboratori, attori e maestranze (diamo per scontato che il costo di tutta l’operazione sia risultato sostenibile perché spalmato nell’arco di 12 anni, altrimenti, in questo sì, arriverebbe molto vicino a quello del Titanic originale). «Mi piace molto realizzare opere che un vasto pubblico al di fuori del mondo dell’arte possa apprezzare, comprendere o seguire», ha detto Bitrán ad Artnet. «Adoro questo film. Ammiro il talento di James Cameron. Penso che sia davvero un film perfetto, che ha resistito molto bene al passare del tempo».

L’artista cilena, però, ha stabilito delle regole ferree per la realizzazione del remake. A interpretate Rose, ha deciso sin dall’inizio, sarebbe stata lei, mentre gli altri personaggi, compreso Jack, sarebbero stati interpretati da un cast in continuo cambiamento, senza ruoli fissi, indipendentemente dall’età, dal sesso o dall’etnia. Tutti gli effetti speciali sarebbero stati creati a mano, utilizzando materiali riciclati. Le scene sarebbero state girate in diverse lingue a seconda di quella con la quale gli attori protagonisti in quel dato momento si sentiva più a loro agio. Queste regole hanno contribuito non solo a fare del film una vera e propria opera d’arte ma anche ad aiutare Bitrán da un punto di vista logistico, consentendole flessibilità nel lavorare con collaboratori che provenivano alcuni dagli Stati Uniti, altri dal Messico e altri ancora dal suo Paese natale. L’artista ha anche raccontato che talvolta la decisione di girare una scena in un certo momento o in un certo luogo era abbastanza improvvisa: alcuni luoghi, dalle stazioni ferroviarie alle scale, le ricordavano «un momento di Titanic», e quindi decideva di organizzare lì una parte delle riprese. «È una sorta di collage», ha detto della sua opera.

Il risultato di questi 12 anni di lavoro è un film si chiama Titanic, A Deep Emotion e sarà visionabile alla Cristin Tierney Gallery di New York dal 20 febbraio al 28 marzo.

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