È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
Una pala d’altare di Giovanni Bellini sarà restaurata in un’area aperta al pubblico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, permettendo ai visitatori presenti ogni giorno negli spazi espositivi di seguire dal vivo il lavoro dei restauratori. A riportare la notizia è ArtNews, che spiega perché si è deciso di svolgere un intervento di restauro molto lungo, costoso (circa mezzo milione di euro) e complesso alla luce del sole e non, come accade solitamente, in aree riservate agli addetti ai lavori o presso laboratori esterni.
L’idea è quella di mantenere l’opera realizzata da Giovanni Bellini nel 1478 visibile al pubblico per tutta la durata del restauro. Il processo di pulitura e restauro della Pala di San Giobbe sarà condotto in uno spazio appositamente allestito, accessibile ai visitatori, così da mostrare da vicino le tecniche e i processi necessari a preservare l’opera, rendendo il lavoro dei conservatori parte integrante dell’esperienza museale.
Come molte opere realizzate su un supporto ligneo, la pala presenta numerose crepe, formatesi per il cambiamento di temperatura del luogo di conservazione dell’opera. Gli sbalzi repentini della temperatura ambientale inducono il legno a dilatarsi e poi a ritrarsi, aprendo così delle crepe. Alcuni interventi conservativi effettuati negli ultimi 200 anni, pur rispondendo alle esigenze dell’epoca, hanno finito per causare nuove criticità strutturali, mentre nel tempo i pigmenti originali hanno subito alterazioni cromatiche. Tutte queste problematiche verranno affrontate durante il processo di restauro “pubblico”, che inizierà nei prossimi mesi con la stabilizzazione della struttura della pala, per poi passare a un delicato intervento di pulizia e restauro della superficie pittorica.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.