Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto
Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
Per un attimo ci siamo ritrovati in mezzo alla Prima Repubblica, con Bettino Craxi Presidente del Consiglio e Ronald Reagan Commander in Chief degli Stati Uniti, con i Carabinieri e la Delta Force che si guardano in cagnesco all’aeroporto sulla pista della base aerea di Sigonella, sullo sfondo il sequestro della Achille Lauro e l’omicidio di Leon Klinghoffer, i terroristi palestinesi del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il patto atlantico che rischiava di finire in un paesino della Sicilia. È durato un attimo, però: poi ci siamo svegliati in piena Terza Repubblica (siamo ancora alla terza p è già arrivata la quarta? Qualcuno tiene ancora il conto?) e la nuova crisi di Sigonella si è rivelata assai diversa dalla precedente: molto meno drammatica, assai più burocratica.
È vero che il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato alle forze armate degli Stati Uniti d’America di usare la base di Sigonella come “fermata” nel lungo volo che porta in Medio Oriente. Lo ha rivelato Fiorenza Sarzanini in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. Come scrive Sarzanini, il fatto è avvenuto qualche sera fa ma finora la notizia era rimasta riservata per ovvi motivi. Il dinego di Crosetto ha a che vedere con una questione di rispetto dei trattati tra Italia e Stati Uniti e, soprattutto, con una questione di tempistiche della richiesta da parte degli americani. Nessuno aveva infatti avvertito le autorità italiane di questo viaggio verso il Medio Oriente né dell’intenzione di fare scalo nella base di Sigonella.
Quando la richiesta è arrivata era già troppo tardi: non trattandosi di voli normali né logistici, il Ministro – informato della situazione dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano – ha rispettato l’obbligo istituzionale, da lui stesso ribadito in più occasioni, di informare e far approvare dal Parlamento qualsiasi operazione che non rientri nei trattati e debba quindi obbligatoriamente essere autorizzata da un voto parlamentare. Il Ministro ha quindi informato Portolano della sua decisione, dopodiché il Capo di Stato Maggiore ha informato il Comando Usa che i loro aerei non avrebbero potuto fermarsi a Sigonella.
Anni di discussione sulla crisi climatica non sono serviti a convincerci. Ci è voluta il peggior disastro geopolitico della storia recente per ricordarci quanto fragile sia il mondo fondato su petrolio e gas. E quanto poco tempo gli resti.
Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».