È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo
L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Da tempo gli appassionati di cinema si chiedono cosa sia Production 02074, nome in codice di un misterioso progetto che da anni tiene impegnato Steven Soderbergh sia nelle vesti di scrittore che in quelle di regista. Le informazioni a riguardo sono poche e frammentarie, l’unica certezza che si aveva fino a pochissimo tempo fa era che all’inizio Production 02074 avrebbe dovuto essere un libro – un manuale di regia, pare – ma che poi Soderbergh avesse cambiato idea e avesse deciso di farne altro. Cosa, però, non è mai stato chiaro, ma finalmente il regista ha deciso di risolvere il mistero: Production 02074 non è né un libro né un film ma una app tutta dedicata alle riprese de Lo squalo di Steven Spielberg.
A Soderbergh l’idea è venuta mentre lavorava alla prima iterazione del progetto, quel manuale di regia di cui avete letto prima. All’inizio, la sua intenzione era di scrivere questo manuale usando le riprese de Lo squalo come esempio per spiegare tutto quello che un aspirante regista deve sapere. I cinefili lo sanno, ci sono pochi film la cui realizzazione costituisce un avventura alla pari se non superiore a quella che il film stesso racconta. È sicuramente, questo, il caso de Lo squalo, che dal punto di vista produttivo avrebbe potuto essere uno dei peggiori disastri della storia del cinema – tra enormi ritardi, costi che non facevano altro che aumentare, squali meccatronici che si rompevano in continuazione – se solo Spielberg e i suoi non avessero compiuto il miracolo. Dove per miracolo si intende giungere vivi e sani di mente alla fine delle riprese e trasformare poi quello spericolatissimo girato in una delle più grandi opere d’arte mai realizzate da un essere umano.
Il progetto di Soderbergh includerà una lunga analisi del film – 25 mila parole – scritta dallo lui stesso, che decise di diventare regista proprio dopo aver visto Lo Squalo, come ricorda Film Stories: «Sono convinto che dentro ci sia una sorta di Dna su come dirigere un film, perché ha davvero tutto. Ci sono inquadrature che durano ventisette fotogrammi e altre che durano tre minuti. C’è l’umorismo. C’è il pathos. C’è la tensione. C’è semplicemente tutto.». Il materiale preparato per il libro diventerà quindi un’app che offrirà una ricostruzione dettagliata delle riprese giorno per giorno: cosa è stato girato, quali problemi si sono presentati sul set e come sono stati risolti, dando la possibilità di navigare la cronologia della produzione e le scelte di regia. Secondo quanto raccontato dal regista, il progetto è ora in fase avanzata di sviluppo: Soderbergh è in attesa di una versione beta dell’app per testarla e fornire gli ultimi feedback. Non esiste ancora una data di uscita né una piattaforma confermata per il lancio.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.