Il video del nuovo singolo di Olivia Rodrigo è un montaggio di video fatti dai bambini di Gaza, del Sudan, dell’Ucraina e dello Yemen
Lo ha pubblicato su Instagram per promuover l'uscita del disco di beneficienza Help(2), per il quale ha realizzato una cover di "The Book of Love".
Trent’anni dopo l’album Help – uscito nel 1995 per raccogliere fondi per i bambini vittime della guerra nel Balcani – l’etichetta discografica War Child Records ne ha prodotto un “sequel”, Help(2), uscito il 6 marzo (e che, per i nomi coinvolti, abbiamo definito il sogno realizzato di tutti gli amanti dell’indie). Una delle protagoniste del disco è sicuramente Olivia Rodrigo, che qui reinterpreta “The Book of Love” dei Magnetic Fields. Tra i motivi per i quali si sta molto parlando di questa cover c’è anche il video della stessa, che Rodrigo ha pubblicato sui suoi profili social il 6 marzo, per promuovere l’uscita del disco. Più che un video si tratta di un montaggio di tanti video: mentre Rodrigo canta, sullo schermo scorrono immagini di vita quotidiana registrate dai bambini che vivono in zone di guerra, a Gaza, in Sudan, in Ucraina e in Yemen. Il contrasto è straziante, è difficile tenere lo sguardo su questi bambini che giocano in strade sventrate, in città e paesi che non esistono più.
Non è la prima volta che Rodrigo si esprime su ciò che sta succedendo nel mondo, già in passato ha preso posizione in difesa di tutte le popolazioni vittime dei conflitti e perseguitate dalle superpotenze. Su Instagram, la cantante ha spesso supportato attivamente le crisi umanitarie che attraversano la Siria, la Repubblica Democratica del Congo e la Palestina. Come lei stessa ha dichiarato, ignorare queste tragedie significa rinunciare alla propria umanità e rinunciare alla missione che ogni artista dovrebbe perseguire. In questo senso, Help(2) non è solo un disco ma un affermazione politica: l’attenzione di tutto il mondo dovrebbe essere per questi luoghi e per queste persone che sopravvivono in mezzo alle macerie.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.