Hype ↓
15:58 Saturday 13 June 2026
China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone

Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.

12 February 2026

La contrapposizione tra i vecchi blocchi della Guerra fredda torna in veste nuova e rivisitata spostandosi, tralasciando per un momento tutto quello che sta succedendo tra Russia e Stati Uniti, sul web. E nello specifico nel campo delle piattaforme di messaggistica. Dal pomeriggio di mercoledì 11 febbraio, 100 milioni di utenti russi non riuscirebbero più ad accedere a Whatsapp a causa della rimozione dell’app da un “registro online” – tenuto e gestito dal governo, ovviamente –  in cui vengono iscritte tutte le app il cui uso è consentito nel Paese. L’iniziativa arriva dopo, come fa sapere il Financial Times, mesi di tentativi di dialogo tra Meta (l’azienda proprietaria di Whatsapp) e l’autorità nazionale di regolamentazione delle telecomunicazioni, la Roskomnadzor. Di fatto,

Le rimozioni sembrano essere il culmine di un lungo sforzo da parte del regime russo per spingere i cittadini verso un’applicazione “rivale” chiamata Max, modellata sul cinese WeChat, che combina messaggistica e servizi governativi, ma senza alcuna crittografia, quindi senza nessuna vera e propria protezione per i dati degli utenti. Come riporta Bbc, Whatsapp ha dichiarato che la mossa spingerebbe 100 milioni di utenti verso un’applicazione “di sorveglianza e di proprietà dello Stato”. Dall’altra parte, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che Meta potrebbe riprendere le operazioni se “rispettasse la legge e avviasse un dialogo”, ma che non avrebbe “alcuna possibilità” se si rifiutasse. L’azione contestata, secondo la legge russa, sarebbe il rifiuto di archiviazione dei dati degli utenti russi all’interno di server localizzati nel Paese, una mossa alla quale avrebbe aderito anche Telegram. Su internet, anche i blogger russi filogovernativi lamentano che la misura ostacoli le comunicazioni sul campo.

Meta, dal 2022, è stata iscritta nella lista delle “organizzazioni estremiste”. Di conseguenza Facebook e Instagram sono state bloccate in Russia e sono accessibili solo attraverso reti private virtuali (Vpn). Parallelamente, il progetto russo che si occupa di diritti digitali “Na Svyazi” (In Touch) ha riferito che la Russia sta rimuovendo sempre più siti web dalla directory degli indirizzi Internet gestita dallo Stato, controllata da Roskomnadzor. Ha affermato che 13 risorse popolari sono ora scomparse dal Sistema Nazionale dei Nomi di Dominio (Nsdi), tra cui YouTube, Facebook, WhatsApp web, Instagram, Bbc e Deutsche Welle.

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