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18:34 giovedì 16 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

L’ex ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis verrà processato perché in un podcast ha detto di aver provato l’ecstasy 37 anni fa

L'ex ministro delle Finanze è accusato di «promozione e pubblicità di sostanze stupefacenti» e rischia dai 6 mesi ai 10 anni di carcere.

02 Marzo 2026

Dopo aver saputo dell’ultima disavventura in cu è incappato l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ci siamo chiesti: ma nel codice penale greco esiste la prescrizione? Com’è possibile che una persona finisca sotto inchiesta per aver ammesso di aver fatto uso di stupefacenti 37 anni fa? Abbiamo risposto subito a entrambe le domande. Per quanto riguarda la prescrizione, sì, esiste, anche in Grecia. La seconda domanda, invece, abbiamo scoperto che era mal posta: Varoufakis, infatti, non è finito sotto inchiesta per il fatto di aver consumato ecstasy a un concerto di Kylie Minogue tenutosi dopo la parata per il Mardi Gras a Sydney 37 anni fa (così ha raccontato nel podcast Phasma) ma per aver violato una legge dello Stato che punisce la «promozione e pubblicità di sostanze stupefacenti». A dare la notizia delle conseguenze legali dell’uscita, a tutti parsa innocente e pure un po’ goffa, di Varoufakis è stato il suo stesso partito, il Fronte della Disobbedienza Realistica Europea (meglio noto come MeRA25, di ispirazione socialista democratica, non rappresentato in Parlamento ma molto apprezzato dall’elettorato più giovane).

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Il partito ha criticato aspramente la decisione, definendola come «l’ennesimo episodio della progressiva fascistizzazione della magistratura greca» e «prova lampante di come la componente di estrema destra del governo (il Nuova Democrazia o ND) manipoli i fatti». In una dichiarazione ufficiale, MeRA25 ha definito il procedimento giudiziario come una vendetta politica, un attacco «al nostro segretario, pericoloso perché dice la verità». Il partito ha inoltre sostenuto che, sebbene l’assurdità del caso abbia suscitato ilarità anche tra gli avversari di Varoufakis, il precedente è pericoloso perché si tratta di un messaggio da parte di una «magistratura che chiude gli occhi davanti al potere e dà la caccia a chi rifiuta di inginocchiarsi». Anche Varoufakis ha commentato la vicenda usato toni simili: «Questa ridicola accusa deve essere interpretata con la consapevolezza che sta emergendo una nuova forma di fascismo, insidiosa, in tutto l’Occidente», ha scritto su X, accusando il governo di Kyriakos Mitsotakis di aver portato al governo gli estremisti di destra, dando così loro potere e legittimazione. «Sapendo questo, sono onorato della decisione di perseguirmi legalmente, perché mi dà la possibilità di cuiamare a raccolta tutte le persone per bene, di tutto il mondo, per esortarle a unirsi e a opporsi».

Secondo quanto riportato dal Greek Reporter, il prossimo 16 dicembre Yanis Varoufakis è atteso in tribunale ad Atene. L’accusa formale è la violazione dell’articolo 24 della legge 4139/2013 in materia di sostanze stupefacenti. Nello specifico, si parla di istigazione o pubblicità all’uso di droghe e per questo Varoufakis potrebbe rischiare da un minimo di sei mesi a un massimo di 10 anni di carcere, più una sanzione pecuniaria fino a 50 mila euro.

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