Hype ↓
14:24 Saturday 13 June 2026
China sends embryo models into space to test whether human reproduction is possible beyond Earth A necessary experiment to find out whether humanity’s dreams of galactic colonisation are truly within reach.
Bezos said Mamdani should stop going after billionaires, and the very next day Mamdani ordered Amazon to pay nine million dollars in outstanding traffic fines Fines issued because Amazon delivery drivers leave their vans parked in the middle of the street with the engine running, polluting the air.
The tech bros did everything they could to convince the Pope that AI is a net good, but their efforts didn’t amount to much. Judging by the contents of Leo XIV’s first encyclical on AI, Big Tech’s diplomatic efforts, after sending its envoys to the Vatican in recent weeks, appear to have left him largely indifferent.
A study suggests civilizations don’t collapse because of catastrophes, but because they begin to consume more than they can sustain – and that may already be happening to ours The researchers also note that the futures in which we manage to survive are not impossible, but they would require conditions that simply don’t exist on Earth today.
The FAO says the world has just six months left to avoid a global food crisis For the agency, the decisions governments and farmers make now on fertiliser use, imports, funding, and crop selection, will be critical.
SS26, Charli XCX’s new single, is neither rock nor dance—it is fashion. And apocalypse, too: “Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell,” Charli sings on the album’s second single.
A board game is about to be released in which you play an office worker trying to survive corporate life without burning out








L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI

L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.

06 March 2026

Dopo aver messo in guarda per anni i suoi lettori dai pericoli di un utilizzo eccessivo e indiscriminato dell’intelligenza artificiale nella scrittura di articoli giornalistici, Ars Technica ha cancellato un articolo giornalistico che conteneva citazioni inventate da ChatGPT, scusandosi per l’accaduto. Il pezzo, intitolato «Un agente AI ha pubblicato un attacco personale contro un utente», è ancora reperibile online. Come ricostruito da 404 Media, il lungo articolo ricostruiva un caso piuttosto intricato legato all’uso dell’AI nel mondo del coding open source.

La vicenda nasce su GitHub, dove un utente identificato come MJ Rathbun, sospettato di essere in realtà un bot, aveva proposto una modifica alla libreria Python. Scott Shambaugh, un volontario che collabora al mantenimento della stessa, ha respinto la proposta, spiegando di non poter accettare codice generato con l’intelligenza artificiale in un momento in cui sempre più programmatori si ritrovano senza lavoro a causa dell’avvento dell’AI, appunto. In risposta, Rathbun ha pubblicato un articolo critico accusando Shambaugh di fare gatekeeping. Quest’ultimo ha poi raccontato la propria versione dei fatti in un post sul suo blog, lamentandosi della sempre maggiore presenza di bot in ogni anfratto di internet.

L’articolo di Ars Technica, firmato da Benj Edwards e Kyle Orland, riprendeva il post di Shambaugh correttamente, ma includeva citazioni che non comparivano nel testo originale, tra cui una riflessione su come «il confine tra intenzionalità dell’umano e output della macchina diventerà sempre più difficile da tracciare». Shambaugh ha aggiornato il proprio blog per chiarire di non aver mai parlato con la testata né pronunciato quelle frasi. Edwards ha poi ammesso su Bluesky di aver usato ChatGPT per parafrasare rapidamente il post mentre era malato, definendo l’episodio un errore isolato e sostenendo che gli articoli della testata non sono generati con l’AI. Ars Technica ha quindi rimosso il pezzo e il direttore Ken Fisher ha pubblicato una nota ufficiale parlando di “grave violazione” delle policy interne e ribadendo che l’uso dell’IA non è consentito per la produzione di articoli, salvo casi esplicitamente etichettati.

Suggested Articles