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Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria

La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.

23 Marzo 2026

Non c’è mai riposo per Zara, il brand del gruppo Inditex: dopo aver annunciato la settimana scorsa una partnership biennale con John Galliano, oggi è arrivata la notizia di un’altra collaborazione di spicco, quella con Willy Chavarria, battezzata “Vatísimo”.
Il designer classe del ’67, con radici statunitensi e messicane, può già vantare una lunga carriera nella moda: per anni è stato Senior vice President del Design di Calvin Klein (ruolo che ha lasciato nel 2024) e parallelamente, nel 2015 ha lanciato il suo brand omonimo. Solo negli ultimi anni, però, il suo nome è divenuto tra i più riconosciuti e celebrati dal fashion system, grazie a degli show e a dei video che parlano non solo di abbigliamento, ma anche di corpi e del rapporto che gli uomini di ogni orientamento con loro hanno (argomento più contemporaneo che mai) e di rivendicazioni sociali, tanto più rilevanti viste le sue origini.

E infatti, anche questa collezione – che arriverà in selezionati store il 26 marzo – si muove partendo da dei presupposti sociali, più che stilistici: chiamata come il superlativo di “vato”, termine colloquiale utilizzato nella comunità chicana per riferirsi ad amici, partner, e genericamente persone parte della propria rete affettiva, secondo il comunicato celebra “l’amicizia, la solidarietà e l’amore; esprime il valore dei legami personali, l’orgoglio di appartenere a una comunità e la forza delle proprie radici”.

Potendo Zara contare su un team di stylist e fotografi provenienti spesso dal mondo del lusso (del percorso di riposizionamento del gigante di Inditex avevamo già parlato qui) il video tramite il quale la collezione si presenta è diretto da Glen Luchford – insieme allo stesso Chavarria, che svolge anche il ruolo dell’attore –  e vede la partecipazione della top model degli Anni ’90 Christy Turlington, insieme all’attore Alberto Guerra. La colonna sonora drammatica, le luci calde, tinte di rosso, il tema al centro del breve video (un quartetto amoroso carico di gelosie) ricordano volutamente le telenovelas sudamericane degli Anni ’80: il video infatti, è stato girato proprio in Messico.

Un amore verso le sue origini non esente da contraddizioni: solo l’anno scorso, Chavarria aveva presentato un modello di scarpe prodotto da Adidas, ispirato ai classici sandali sinonimo della comunità chicana, gli huarache. Calzature di origine pre-colombiana, erano poi state adottate anche dagli hippie negli Anni ’60, arrivando ad essere presenti nel testo di Surfin Usa dei Beach Boys, così come nei libri di John Fante (Chiedi alla Polvere) e di Jack Kerouac (Sulla Strada). Storicamente però sono associate al movimento chicano, che le ha indossate tra gli Anni ’40 e ’70 come simbolo di rivendicazione culturale e identitaria. Un accessorio carico di connotati sociali, che, nel caso del modello di Adidas pensato da Chavarria, erano però fabbricate in Cina: un dettaglio che aveva causato proteste e critiche persino da parte del Ministero della cultura dello Stato di Oaxaca (da cui la sneaker aveva preso il nome). Qualche giorno dopo erano arrivate le scuse del brand e il pentimento del designer, con il conseguente ritiro delle scarpe dal mercato.

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